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Le Fonti per la storia dell'Urbanistica

 

- La Gabella Possessionum (1414)
- Rilievo detto dei "Padri del Comune" (1656)
- Estimo della Repubblica Democratica Ligure per il centro urbano (1798)
- Censimento dei Parroci (1804)
- Catasto Napoleonico (1810)
- Censimento della popolazione (1871)
- Catasto unitario (1871-1985)


 

La Gabella Possessionum (1414)

La Gabella Possessionum, conservata presso l'Archivio di Stato di Genova, è un'imposta diretta nata come tributo sui fondi e sulle case, basato su una sorta di catasto rinnovato di tempo in tempo e del quale si hanno notizie per il 1414, per il 1443 e per il 1454. Spesso ad occuparsi della riscossione di questo tributo è la Casa di S. Giorgio.

Si tratta di una serie di registri alcuni dei quali sono matricole e contengono cioé l'elenco dei nominativi dei contribuenti, mentre altri sono libri mastri delle entrate e delle uscite relative agli anni dal 1422 al 1459.

La fonte ha consentito la localizzazione degli immobili sulla pianta della città, la restituzione grafica della proprietà nobiliare fotografata in un determinato momento, ossia nel 1414, e l'individuazione delle aree urbane ove maggiore era la concentrazione di immobili di prestigio.

E’ da ricordare che vengono esclusi i beni demaniali della Mensa arcivescovile, delle proprietà ecclesiastiche a locazione enfiteutica e di alcune famiglie esentate da antichi privilegi.

 

Rilievo detto dei "Padri del Comune" (1656)

Nel 1656 il Magistrato dei Padri del Comune ordina l’esecuzione di una pianta della città, ad uso del Governo, entro le mura tardomedioevali.

Realizzato su carta a tratto e tempera, il rilievo è certamente fra i primi, per il metodo di misurazione ed esattezza grafica, che si siano prodotti in Italia.

La sua natura è dichiaratamente tecnica come astratto è il linguaggio grafico: la città è assunta come puro dato geografico senza alcun riferimento al territorio che sta fuori le mura.

Il rilievo, detto dei "Padri del Comune", è conservato presso il Museo di S. Agostino.

 

Estimo della Repubblica Democratica Ligure per il centro urbano (1798)

L'Estimo della Repubblica Democratica Ligure viene redatto sul modello di quello francese (datato 1791-1798) per formare un Catasto provvisorio destinato all'immediata riscossione delle imposte, necessarie alla sussistenza della Repubblica.

L’Estimo viene compilato in base alle denunce degli stessi proprietari o usufruttuari di "terreni, case, e fabbriche di qualunque natura", ed il risultato di tale operazione è un Estimo descrittivo manoscritto (privo di mappe), estremamente prezioso per conoscere lo stato della città di Genova al 1798, relativamente all'edificato ed alla proprietà.

 

Censimento dei Parroci (1804)

Il censimento del 1804 è un "censimento parrocchiale" basato sulle rilevazioni che venivano eseguite durante la benedizione delle case in occasione della Pasqua. La raccolta dei dati del 1804 viene ordinata dall'Ufficio delle Finanze.

Non è nota la finalità di questo censimento, ma visto l'ufficio che ne promuove la stesura e i dati richiesti si può ipotizzare che costituisca una base conoscitiva per un'imposizione fiscale personale.

Bisogna sottolineare che questo tipo di censimenti sono in grado di controllare solo la popolazione cattolica in quanto registrano solo le famiglie che accoglievano i sacerdoti incaricati della benedizione delle case.

L'utilità del documento, ai fini di uno studio sugli edifici della città vecchia, scaturisce dalla possibilità di conoscere le destinazioni e le caratteristiche degli edifici (ad esempio si distinguono ville, palazzi, case, mulini, forni, stalle etc.), i costumi abitativi, la proprietà, l'organizzazione funzionale dell'edificio (desumibile dalla descrizione delle scale, dei piani e del numero di unità abitative).

 

Catasto Napoleonico (1810)

Il Catasto napoleonico, compilato sotto la direzione del Ministero delle Finanze dell'Impero napoleonico, è nato allo scopo di censire e tassare il territorio dell’Impero.

Rappresenta un’importantissima innovazione nella gestione fiscale dello Stato e soprattutto nella rappresentazione del territorio

Il catasto è, infatti, all'origine sia geometrico (la cartografia di supporto recante le suddivisioni particellari) che descrittivo (l'elaborazione estimativa), ma per quanto riguarda il Centro Storico genovese ci è giunta soltanto la mappatura di riferimento, conservata presso l'Archivio di Stato di Genova.

E’ appunto organizzato basandosi sul concetto di particella, parte di proprietà dotata di delimitazioni riconoscibili sul terreno e unitaria per destinazione e qualità.

 

Censimento della popolazione (1871)

Il Censimento, secondo dall'Unità nazionale, fu realizzato sotto la direzione del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio ed eseguito dagli uffici comunali sotto la direzione dei Sindaci.

La rilevazione venne effettuata mediante schede compilate direttamente dai capifamiglia. Il concetto di famiglia fu inteso in senso allargato come coabitazione, quindi risultano iscritti nello stesso foglio di famiglia anche i <<servi e gli ospiti che entro la mezzanotte del 31 dicembre 1871 si trovano sotto lo stesso tetto>> e sono considerati famiglia i soldati di un quartiere, i ricoverati di un ospedale o ospizio con i loro assistenti e persone di servizio.

Un motivo di interesse, soprattutto in previsione di confronti ed incroci con altri dati riguardanti gli immobili, è la verifica della numerazione civica, imposta per legge alle amministrazioni comunali in preparazione del censimento.

 

Catasto unitario (1871-1985)

Prima dell'Unità d'Italia esistevano alcuni catasti descrittivi e geometrici dove la restituzione grafica seguiva ancora la scala metrica in uso nei diversi Stati.

A Genova e nel territorio dell'ex Repubblica Ligure, era in vigore un cosiddetto catasto che aveva la sua origine dalla legge dei 7 e 29 Maggio 1798 (legge che obbliga i cittadini alla manifestazione dei loro beni stabili per la formazione di un Catasto Provvisorio), fondato su "rivele" o denuncie dei possessori, in ordine al valore capitale dei beni posseduti ed al loro reddito netto, controllate dai periti comunali e costituito da due registri:

Con la legge Messedaglia (L.1.3.1886 n. 3682) tutti i comuni italiani vennero costretti ad uniformarsi alla regola del Nuovo Catasto Geometrico Particellare che prevedeva la registrazione delle proprietà dei terreni distinta da quelle dei fabbricati e istituiva ufficialmente il Catasto Terreni e il Catasto Edilizio Urbano (Catasto Fabbricati).

Genova si adegua per la registrazione dei fabbricati alle nuove disposizioni, ma continua a redigere il Catasto Terreni secondo le vecchie regole derivanti dalla legge del 1798.

Il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (N.C.E.U.) viene attivato nel 1939 con la redazione di un nuovo metodo per la definizione del reddito imponibile.

Si distinguono le unità immobiliari in varie categorie e ciascuna in classi dipendenti dalla destinazione d'uso dell'immobile, dalle sue caratteristiche, dall'ubicazione nel contesto urbano con l'introduzione del rilievo delle unità stesse (1:200) in luogo della semplice descrizione.

 

 

 


Centro Storico Genova
a cura di R&P Informatica
fotografie di Matteo Fontana
disegni di Enzo Marciante
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