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Astronomia
a cura di Cristiano Tognetti

SETTEMBRE 2004

Le costellazioni

Forse in pochi sanno che l'intera volta celeste è stata suddivisa dagli astronomi in 88 settori, allo scopo di poter posizionare ed identificare agevolmente gli oggetti celesti (stelle, galassie, nebulose, ammassi stellari): questi settori sono le costellazioni.

Oggi, con il termine "costellazione" non si intendono delle figure in cielo formate dalle stelle, ma delle aree di cielo ben definite.

Le principali costellazioni furono ideate all'alba dei tempi, quando l'uomo imparava a memoria tutto il suo sapere e lo tramandava solo in maniera orale: le prime costellazioni di cui si abbia notizia, furono ideate dai popoli mediorentali che immaginarono di vedere nei vari gruppi di stelle delle somiglianze con certe favolose creature e certi mitologici eroi.

Nei tempi antichi erano particolarmente importanti le dodici costellazioni zodiacali, cioè quelle costellazioni che il Sole attraversa durante il suo moto annuale intorno al cielo.
Nella maggioranza dei casi, le stelle di una costellazione non hanno tra loro alcun legame reale: la loro distanza dalla Terra può essere NOTEVOLMENTE diversa ed è per SEMPLICE COINCIDENZA che formano in cielo una specie di disegno. Questo disegno può essere facilmente riconoscibile in costellazioni come Orione o il Leone, oppure meno intuibile come la Lepre o la Volpetta.

Gli schemi delle costellazioni moderne ci sono giunti direttamente dal grande catalogo di Tolomeo, l'Almagesto, compilato intorno al 137d.C.

Tolomeo visse ad Alessandria d'Egitto e fu l'autore di molte importanti opere astronomiche: la più famosa fu senza dubbio l'Almagesto che sopravvisse come manuale di consultazione almeno fino alla metà del 1400.


Tolomeo

Quest'opera (o meglio, questo catalogo) contiene le posizioni di oltre mille stelle divise in 48 gruppi o costellazioni ed è basato sul "Catalogo" di Ipparco di Nicea, che lo compilò circa 250 anni prima e che comprendeva circa 1080 stelle.

Vi sono buone ragioni per ipotizzare che le tradizionali 48 costellazioni non siano state create un po' alla volta da popolazioni diverse, ma rappresentassero un tentativo escogitato nell'antichità da un uomo (o un gruppo di uomini) per catalogare le stelle in maniera sistematica e definitiva.
Generalmente, si attribuisce la definizione delle costellazioni alla prima civiltà caldea o mesopotamica, mentre altri la attribuiscono alla cultura degli Accadi: di sicuro chiunque abbia "disegnato" le costellazioni doveva aver già sviluppato l'agricoltura.
Infatti, le costellazioni attraverso cui il Sole passa in primavera prendono il nome dal bestiame domestico come gli agnelli, i vitelli, i montoni da cui potrebbero derivare: l'Ariete, il Toro, i Gemelli. Anche le stagioni sono riconosciute in veste simbolica: l'estate con il Leone (volendo probabilmente siginificare la fierezza del calore di luglio), la Vergine in autunno (quando le fanciulle venivano mandate a spigare i raccolti); in inverno ci sono le costellazioni relative al tempo, come l'Acquario (il portatore d'acqua che indica il periodo delle piogge) ed i Pesci per la stagione in cui la pesca è più redditizia.
Le civiltà successive che importarono le 48 costellazioni dalle fonti del Medio Oriente, le riadattarono in base alla loro immaginazione e riempirono a loro volta il cielo con carri, corone, troni ed altri oggetti bizzarri.

C'è da notare che se disponiamo sun un globo le 48 costellazioni di Tolomeo, scopriremo che una vasta zona di cielo rimane scoperta: si può dedurre che le stelle NON incluse nelle 48 costellazioni NON si alzavano mai al di sopra dell'orizzonte dei luoghi dove vivevano i primi disegnatore delle costellazioni e perciò non poterono essere osservate ed incluse in nessun schema dei cieli.

L'elenco originario delle 48 costellazioni di Tolomeo fu in seguito ampliato da navigatori e disegnatori di carte celesti, in particolare dal tedesco Johann Bayer (1572-1625), dal polacco Johannes Hevelius (1611-1687) , dal britannico John Flamstedd (1646-1719) e dal francese Nicolas Louis de Lacaille (1713-1762).

Bayer fu l'autore del primo vero atlante scientifico di stelle, Uranometria, pubblicato nel 1603: questo importante lavoro conteneva 51 carte incise su rame da Alexander Maier (http://www.udstillinger.dnlb.dk/
Stjernebilleder/atlasser/bayer/Index.html
).

Bayer fu il primo ad adottare l'attuale sistema di usare le lettere dell'alfabeto greco per designare le stelle più luminose di ciascuna costellazione; prima di lui le singole stelle erano individuate dalla descrizione della posizione occupata nella costellazione: alle più luminose erano attribuiti nomi speciali per indicare accuratamente la loro posizione (Castore, Sirio, Procione...).

Con il nuovo sistema di Bayer non era più necessario descrivere la posizione della stella rispetto alle altre stelle della costellazione, ma le esse erano univocamente riconosciute in base alla lettera assegnata: la stella più luminosa era la stella alfa, la seconda più luminosa era la stella beta e così via (si deve ricordare che si usa sempre il genitivo del nome della costellazione per indicare una stella all'interno della costellazione stessa: alfa Canis Majoris (= SIrio), beta Orionis (= Rigel)).

Un'altra innovazione introdotta da Bayer fu quella di raffigurare sulle carte le stelle che rappresentavano l'INTERNO della sfera celeste (cioè come si vedono in cielo), mentre in passato si erano rappresentate le stelle e le costellazioni come se fossero guardate dal di sopra, dal di fuori della Terra.

L'atlante di Bayer presenta un numero complessivo di 60 costellazioni: alle 48 preesistenti costellazioni di Tolomeo furono aggiunte 2 costellazioni create da Tycho Brahe ed ulteriori 12 costellazioni meridionali di cui Bayer aveva conosciuto i particolari dai contemporanei navigatori olandesi Petrus Theodorus (Pieter Dirckszoon Keyser) e Fredrick Von Houtman.
Queste costellazioni sono: Apus , Chamaeleon, Dorado , Grus , Hydrus , Indus , Musca, Pavo, Phoenix, Triangulum Australe, Tucana e Volans.

Nicolas Louis de Lacaille introdusse altre 14 nuovi costellazioni in parti del cielo australe non visibili dalle regioni del mediterraneo, mentre altri astronomi inventarono delle costellazioni per riempiere alcune zone vuote di cielo esistenti tra le figure riconosciute dai greci: l'intero procedimento può sembrare alquanto arbitratrio ed in effetti lo fu.

Con il tempo un numero di costellazioni ideate recentemente caddero in disuso, lasciando un totale di 88 costellazioni che furono ufficialmente adottate nel 1930 dall'Unione Astronomica Internazionale.

Le costellazioni oggi riconosciute possono essere trovate in http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_costellazioni

 


Centro Storico Genova
a cura di R&P Informatica
fotografie di Matteo Fontana
disegni di Enzo Marciante
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