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OTTOBRE 2004
L'Orsa Maggiore (Ursa Major)
Molto spesso mi viene chiesto come sia possibile riuscire
ad orientarsi nel cielo, senza perdersi tra le centinaia di stelle
visibili in una notte serena e senza luce.
La risposta è abbastanza semplice: si parte individuando le
costellazioni e gli asterismi più facilmente visibili (per
esempio la costellazione di Orione oppure il Grande Carro) e quindi,
usando questi punti di riferimento, si prosegue scoprendo e riconoscendo
le costellazioni nei dintorni. Una volta imparato come muoversi tra
le costellazioni principali, è facile riconoscere anche le
costellazioni più deboli e meno conosciute.
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L'Orsa Maggiore la conoscono tutti.
Anche chi non sa proprio nulla di costellazioni e stelle l'ha
vista e l'ha riconosciuta almeno una volta: in qualsiasi periodo
dell'anno basta alzare gli occhi al cielo, guardare verso nord
ed inconfondibili si vedono le sette stelle del Grande Carro.
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Fin dai tempi più remoti queste sette stelle
sono sempre state viste come un tutt'uno: per gli antichi Egizi queste
stelle rappresentavano la sagoma di un ippopotamo, per i Galli un
cinghiale.
I Fenici furono probabilmente i primi a fare uso del gruppo per scopo
di navigazione (essendo un gruppo ben evidente serve come indicatore
di direzione verso le molte meno visibili Orsa Minore e stella Polare)
e vi vedevano un'orsa proprio come i Greci, gli indiani Irochesi e
gli Arabi.
Una curiosità. Per gli antichi romani queste sette stelle rappresentavano
sette buoi che aravano i campi celesti settentrionali: in latino "sette
buoi" si dice "septem triones" ed ecco svelata l'origine
del termine "settentrionale" che indica il nord.
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L'Orsa maggiore è la terza
costellazione in ordine di grandezza ed è composta,
oltre che dalle sette stelle del Grande Carro, da altre 15
stelle principali: l'insieme di tutte queste stelle rappresenta
la figura di un'orsa e le stelle del grande carro ne rappresentano
il corpo e la coda. La particolarità di questa orsa
è che ha una coda atipicamente lunga (gli orsi hanno
una coda "a batuffolo") e questo viene spiegato
dal mito associato a questa costellazione.
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Il mito
Per gli antichi Greci questa orsa altri non era che
una ninfa, Callisto.
Orbene, Callisto era una ninfa bellissima (Callisto in greco significa
proprio "la bellissima") ed era devota alla dea della caccia
Artemide e ad essa aveva giurato di rimanere per sempre vergine. Giove,
il padre degli dei e grande mandrillo, vide Callisto, se ne innamorò
e per averla non esitò a trasformarsi con le sembianze proprio
di Artemide: il risultato di tutto ciò fu che dopo nove mesi
nacque Arturo, figlio di Giove e della ninfa Callisto.
Quando Artemide (che era un tipino non proprio facile facile da gestire....)
si rese conto che Callisto aveva tradito il suo giuramento, non esitò
un secondo a vendicarsi trasformando Callisto in un'orsa brutta, grassa
e pelosa: appena Callisto si rese conto di essere stata trasformata
in un'orsa si mise a correre spaventata per i boschi terrorizzando
chiunque incontrasse.
Il tempo passa ed Arturo cresce e diventa un abilissimo cacciatore
(proprio come sua madre...) e decide di eliminare l'orsa che terrorizza
gli abitanti del bosco, non sapendo cehe quell'orsa è proprio
sua madre.
quindi, comincia la caccia e riesce a trovare le tracce dell'orsa
ed a scovarla: a questo punto estrae l'arco, incoccia la freccia e...quando
sta per scagliare il dardo (che sicuramente avrebbe colpito a morte
l'orsa) Giove interviene per evitare che il figlio uccida la madre.
Giove prende l'orsa per la coda e la scaglia in cielo (ecco il motivo
per cui l'Orsa Maggiore ha una atipica coda lunga...) insieme al figlio,
in modo che mai il figlio uccida la madre.
Ancora oggi madre e figlio si trovano in cielo: Arturo ("Arcturus"
significa "colui che insegue l'orsa") si trova proprio alle
spalle dell'Orsa Maggiore e la si può trovare prolungando verso
sinistra l'arco formato dalle stelle della coda. Arturo è la
stella più luminosa della costellazione del Bootes (il bifolco
o bovaro) ed è anche la più luminosa stella dell'emisfero
settentrionale.
La costellazione
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alfa Ursae Majoris
Magnitudine 1.8, distante circa
75 anni luce, è una stella di colore arancione-giallo.
Il suo nome "Dhube" è
di origine araba e significa "il dorso dell'orsa":
guardando il quadrilatero del Grande Carro, Dubhe è quella
che si trova nell'angolo in alto a destra.
beta Ursae Majoris
Magnitudine 2.4, distante circa
62 anni luce, è una stella bianca.
Il suo nome "Merak" deriva dall'arabo
"al marak" e significa "i fianchi dell'orsa":
guardando il quadrilatero del Grande Carro, Merak è quella
che si trova nell'angolo in basso a destra.
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Dubhe e Merak sono
note anche come "i Puntatori" perchè indicano
la direzione della Stella Polare. Per trovare la Stella Polare
a partire da queste due stelle, è necessario unire
Dubhe e Merak con un segmento (che va da Merak a Dubhe) e
prolungare questo segmento verso nord per circa cinque volte:
in questo modo si andrà ad incontrare proprio la Stella
Polare.
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gamma Ursae Majoris
Magnitudine 2.4, distante circa
75 anni luce, è una stella bianca.
Il suo nome "Phekda" è di origine araba e significa
"la coscia dell'orsa": guardando il quadrilatero del
Grande Carro, Phekda è quella che si trova nell'angolo
in basso a sinistra.
delta Ursae Majoris
Magnitudine 3.3, distante 65 anni
luce, è una stella bianca.
Il suo nome "Megrez" è di origine araba e significa
"la radice della coda": guardando il quadrilatero
del Grande Carro, Megrez è quella che si trova nell'angolo
in alto a sinistra.
epsilon Ursae Majoris
E' una stella variabile di magnitudine
1.7-1.8, distante 78 anni luce ed è una stella bianca.
Il suo nome "Alioth" è di origine araba e significa
"la grassa coda della pecora orientale": guardando
il quadrilatero del Grande Carro, Alioth è la prima stella
della coda dell'orsa.
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zeta Ursae Majoris
Il suo nome "Mizar" significa
"la cintura".
Mizar (magnitudine 2.3, distante 60 anni luce) forma
con Alcor (magnitudine 4, distante 80 anni luce) una
un sistema stellare binario apparente (cioè le due stelle NON
sono gravitazionalmente legate). Queste due stelle possono essere
separate ad acchio nudo da persone con una vista veramente acuta;
nel passato (prima dell'invenzione del telescopio) gli astronomi arabi
usavano questo sistema stellare per "testare" gli aspiranti
astronomi: chi riusciva a vedere queste due stelle separate era in
grado di fare l'astronomo, chi non ci riusciva non aveva una vista
adeguata per fare l'astronomo.
Guardando la coda dell'orsa (ovvero il timone del carro), Mizar-Alcor
si trovano proprio nel mezzo della coda.
eta Ursae Majoris
Magnitudine 1.9, distante 160 anni luce,
è una stella bianco-azzurra.
Il suo nome "Benetnasch" significa "il governatore
delle figlie della bara", mentre i cinesi la chiamavano "la
girandola".
E' l'ultima stella della coda dell'orsa.
omicron Ursae Majoris (Muscida)
Magnitudine 3.3, distante 230 anni luce,
è una stella gialla.
Rappresenta il muso dell'Orsa.
iota Ursae Majoris (Talita)
Magnitudine 3.1, distante 50 anni luce, è una stella bianca.
Insieme alla kappa Ursae Majoris rappresenta le zampe anteriori dell'orsa.
lambda Ursae Majoris (Tania Borealis)
Magnitudine 3.4, distante 120 anni luce, è una stella bianca.
mu Ursae Majoris (Tania Australis)
Magnitudine 3, distante 155 anni luce, è una stella arancione-rossa.
Tania Borealis e Tania Australis rappresentano "il
piede sinistro" dell'orsa.
nu Ursae Majoris (Alula Australis)
Magnitudine 3.5, distante 150 anni luce, è una stella bianco
azzurra.
xi Ursae Majoris (Alula Borealis)
Magnitudine 4.4, distante 25 anni luce, è una stella doppia
ed entrambe le componenti sono gialle.
Le due stelle orbitano l'una intorno all'altra in circa 60 anni.
Alula Borealis ed Alula Australis rappresentano "il
piede destro" dell'orsa.
La costellazione dell'Orsa Maggiore è ricchissima
di oggetti del profondo cielo (nebulose e galassie): di queste parleremo
una prossima volta.
Linkografia:
Il web è ricchissimo di fotografie/cartine/siti
dedicati alla costellazione dell'Orsa Maggiore: su un qualsiasi motore
di ricerca basta inserire "Orsa Maggiore", "Grande
Carro" oppure "Ursa Major" ed un'infinità di
informazioni verranno trovate.
Se volete un punto di partenza: www.astropolaris.it.
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