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MAGGIO 2004
I TELESCOPI
Un telescopio è un sistema ottico che ha il
compito di raccogliere più luce rispetto a quanta ne possa
raccogliere l'occhio umano.
Fondamentalmente, è costituito da una parte ottica (l'obiettivo
che può essere a specchi o a lenti lenti) e da una parte meccanica
(la montatura).
Le ottiche hanno il compito di raccogliere la luce
proveniente da un oggetto distante e di formare un'immagine, mentre
la montatura ha il compito di mantenere le ottiche allineate e di
permettere il puntamento delle ottiche in una zona qualsiasi del cielo:
più grande è il diametro dell'obiettivo del telescopio
e più luce si riesce a raccogliere (e quindi più oggetti
deboli si riescono a vedere).
Un telescopio può avere due diversi tipi di ottiche, gli specchi
e le lenti: se utilizza come obiettivo delle lenti, allora si ha a
che fare con un telescopio rifrattore, mentre se utilizza come obiettivo
degli specchi, allora si ha a che fare con un telescopio riflettore.
IL RIFRATTORE
I telescopi rifrattori utilizzano degli elementi ottici rifrangenti
(le lenti) che hanno il compito di generare l'immagine.
Il principio di funzionamento è abbastanza semplice: l'obiettivo
forma un'immagine reale (rimpicciolita e capovolta), che è
ingrandita tramite un oculare, il quale ne consente un esame confortevole
all'occhio (figura 2).
Storicamente i rifrattori sono stati i primi telescopi ad essere
costruiti, ed hanno avuto il loro periodo d'oro durante il secolo
scorso quando furono costruiti obiettivi fino ad un metro di diametro:
- il 101 cm dell'osservatorio di Yerkes (Williams Bay, USA) entrato
in funzione nel 1897;
- il 91.6 cm dell'osservatorio Lick (Monte Hamilton, USA) operativo
dal 1888;
- l'85 cm dell'osservatorio Meudon (Francia) in funzione dal 1889. |

Figura 1 - Il telescopio Yerks
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Il vantaggio principale di un rifrattore risiede nel
fatto che si ha un obiettivo privo di ostruzione centrale (e quindi
una più elevata nitidezza di immagine rispetto ad un riflettore)
ed un tubo chiuso che rende lo strumento insensibile alla turbolenza
dell'aria dentro l'osservatorio.
Gli svantaggi principali risiedono nel fatto che gli
obiettivi a lenti risentono delle aberrazioni cromatiche ed hanno
dei costi più elevati rispetto ai riflettori: i rifrattori
sono strumenti a lunga focale (per ovviare all'aberrazione cromatica)
e questo si traduce in una notevole lunghezza del tubo che comporta
un sovradimensionamento della montatura; inoltre per costruire una
lente si devono lavorare due superfici ottiche (i 2 lati della lente)
e questo accresce ulteriormente i costi, visto che l'obiettivo di
un rifrattore è formato da due o tre lenti accoppiate.
IL RIFLETTORE
I telescopi riflettori utilizzano come obiettivo degli elementi ottici
riflettenti che hanno il compito di generare
l'immagine.
Lo specchio principale (il primario) è uno specchio concavo
o sferico, o parabolico, o iperbolico che riflette la luce proveniente
da una sorgente posta all'infinito verso uno specchio secondario,
il quale ha il compito di deviare l'immagine verso l'osservatore.
In funzione di come di come sono fatti gli specchi primario (S1) e
secondario (S2) e da dove si forma l'immagine, si hanno diverse configurazioni
di telescopi (figura 3):
- se l'immagine viene formata su un lato del tubo del telescopio attraverso
uno specchio secondario piano (inclinato di 45°), allora si ha
un telescopio Newton;
- se, invece, attraverso l'utilizzo di uno specchio secondario iperbolico
l'immagine viene formata dietro lo specchio primario (che deve essere
forato), si ottiene un telescopio Cassegrain;
- se si inserisce uno specchio piano (S3) tra il primario ed il secondario
di un telescopio Cassegrain in modo da deviare l'immagine lateralmente
facendola uscire attraverso l'asse di altezza, allora si ha un telescopio
Nasmyth. Questo tipo di telescopio ha il vantaggio di permettere all'osservatore
di rimanere sempre nella stessa posizione qualsiasi sia la zona di
cielo puntata dallo strumento (ma è valido solo per montature
altazimutali);
- se introduciamo un ulteriore specchio (S4) sul fuoco Nasmyth in
modo da allungare la focale e quindi portare la luce lontana dal telescopio,
otteniamo una configurazione Coudé, che ha il vantaggio di
portare la luce a strumenti di grosse dimensioni che non possono essere
montati sul telescopio.
Sia Galileo che Newton avevano ipotizzato
l'utilizzo di specchi per costruire strumenti astronomici, però
l'impossibilità di realizzare specchi sufficientemente riflettenti
ritardò lo sviluppo e l'impiego dei telescopi riflettori.
Prima dello sviluppo dell'argentatura e dell'alluminatura, per creare
degli specchi riflettenti si utilizzava una lega di rame e stagno
(lo speculum, composto da 68% di rame e 32% di stagno) con cui si
costruirono dei telescopi riflettori anche di notevoli dimensioni
(per esempio, il 122 cm costruito da William Herschel nel 1789), ma
che ad ogni riflessione perdevano il 40% della luce incidente, rendendo
preferibile l'impiego dei rifrattori (si sa, in astronomia la luce
è tutto
).
Nel 1856 sia Karl August Von Steinheil che Léon Foucault applicarono
indipendentemente l'argentatura ai vetri per specchi astronomici e
questo permise di costruire obiettivi per telescopi di notevoli dimensioni
a prezzi contenuti.
Ormai i telescopi riflettori hanno soppiantato completamente i telescopi
rifrattori e negli ultimi novanta anni sono stati costruiti telescopi
riflettori sempre più grandi: a partire dal telescopio Hooke
di Monte Wilson (USA) da 2.5 metri di diametro (in funzione dal 1907),
si è passati per telescopio Hale da 5 metri di Monte Palomar
(USA, operativo dal 1948) e per il telescopio sovietico da 6 metri
BTA (operativo dal 1976), fino ad arrivare ai giganteschi telescopi
di questi ultimi anni, quali il Keck Telescope (specchio segmentato
da 10 metri, costruito sulla vetta del Mauna Kea (Hawaii, USA) ed
entrato in funzione nel 1992), il Subaru Telescope (specchio monolitico
da 8 metri, in costruzione sul Mauna Kea) ed il VLT (quattro telescopi
da 8 metri equivalenti ad un telescopio da 16 metri, in costruzione
sul Cerro Parnal (Deserto dell'Atacama, Cile)).
Figura 4 - Il telescopio Hale di Monte Palomar (USA)
Il vantaggio principale dei telescopi riflettori risiede
nella loro "economicità" rispetto ai telescopi rifrattori.
Questa economicità si spiega con il fatto che:
- uno specchio si deve lavorare solo su una superficie, mentre una
lente deve essere lavorata su due superfici);
- uno specchio può essere costruito facilmente con una corta
focale in modo da contenere le dimensioni del tubo e della montatura;
- uno specchio è privo di aberrazione cromatica (presente invece
nei rifrattori).
Gli svantaggi principali risiedono nel fatto che la
presenza dello specchio secondario (e dei suoi sostegni) creano un'ostruzione,
la quale fa diminuire il contrasto e la nitidezza dell'immagine, e
che il tubo che regge le ottiche non è chiuso, per cui è
sensibile alla turbolenza locale che può degradare l'immagine.
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