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Son terminati i giorni della Merla, ma ancora un po
di freddo ci attende. E tra feste pagane e non, S.Agata, un tempo
mercato importante, la Candelora, il Carnevale e, ai nostri giorni,
San Valentino, un menù a metà tra il freddo e la festa
è dobbligo.
Il menù del mese di
FEBBRAIO
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(per 6 persone)
FRITTELLE DI CAVOLFIORE
PANSOTI ALLE NOCI
TRIPPE ALLA GENOVESE
BUGIE
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FRITTELLE DI CAVOLFIORE
Per cominciare, delle frittelle di cavolfiore
che
faremo con una pastella a base di farina e acqua minerale gasata.
Con circa mezzo Chilo di farina e mezzo litro dacqua, anche
un cintinin di meno, e una presa di sale prepariamo la pastella sino
a che diventi liscia e fluida. A piacere possiamo aggiungere del prezzemolo,
rosmarino, maggiorana, basilico, menta o quantaltro.
Lessiamo due bei cavolfiori e una volta scolati ricaviamo le rosette.
A parte portiamo dellolio di semi a temperatura 240° e vi
friggeremo le rosette che avremo passato nella pastella. Le coliamo,
asciugandole su carta assorbente e le serviremo ben calde.
Possiamo utilizzare anche dei cardi.
PANSOTI ALLE NOCI
Il primo è dobbligo: i parsoti
alle noci, il piatto della festa.
Per la sfoglia proseguiremo come per i ravioli di Zucca (Ricetta di
Novembre 2003), usando due uova in meno.
Per il ripieno abbiamo due modi: il più semplice è quello
di usare gr. 500 di borragine e gr. 500 di bietole, gr. 200 di precinseua
o ricotta e gr.50 di parmigiano, 2 uova, maggiorana, noce moscata,
sale e pepe. Oppure si può utilizzare il Preboggion, ovvero
un insieme di erbe selvatiche tra pimpinella, dente di cane, cavolo
primaticcio, borragine, ortica, bietola selvatica, pissarella, cicerbita,
talegna, raperonzolo
possono variare da zona a zona e ne useremo
circa kg 1.
Dopo averle lessate e tritate le uniremo agli altri ingredienti, mischiando
il tutto.
Per la salsa useremo mezzo chilo circa di noci ( Per pelare i gherigli
si possono mettere in acqua bollente per qualche minuto), un bel cucchiaio
di pinoli, uno spicchio daglio, gr. 50 di parmigiano, un panino
secco bagnato nel latte e strizzato, prezzemolo e maggiorana, sale
e pepe.
Si mettono nel mortaio: aglio, sale grosso,le noci, i pinoli e il
resto degli ingredienti e lolio a filo.
UN CONSIGLIO: per chi usa delle macchine, evitate il frullatore e
usate dei robot.
Unico divieto: non usate la panna, grazie.
A questo punto stenderemo la pasta come una lasagna, facciamo, con
la rotella, dei quadrati di circa cm 5 di lato, poniamo al centro
una pallina dimpasto e ,unendo due lati facciamo dei triangoli
che lesseremo in abbondante acqua. Scoliamo e serviamo utilizzando
la salsa a freddo.
TRIPPE ALLA GENOVESE
Come secondo, la temperatura ancora invernale
impone un piatto come le Trippe! Ne occorre circa un chilo, per sei
persone.
Tagliamo a listarelle una cipolla, una carota e una costa di sedano.
Prepariamo un cucchiaio di funghi secchi rinvenuti in acqua tiepida,
tritiamo insieme prezzemolo fresco e uno spicchio daglio, poi
occorre mezzo litro di salsa di pomodoro.
Dopo aver soffritto il trito di cipolla, carota e sedano in una casseruola,
aggiungiamo i funghi e le trippe, facciamo sfumare con vino bianco
(pigato), aggiungiamo il pomodoro e lasciamo cuocere per 40 minuti,
a fiamma bassa e coperto.
Infine, a cottura ultimata, aggiungere il trito di aglio e prezzemolo
e servirle con abbondante parmigiano grattugiato.
A piacere potremo aggiungere a metà cottura patate tagliate
a tocchi.
Se rimanesse della trippa prepariamo un buon brodo vegetale e mischiamolo
alla trippa: così otteniamo la zuppa alla sbira.
BUGIE
Concludiamo col piatto principe di questo
periodo: le Bugie o chiacchiere.
Andremo a impastare mezzo chilo di farina, una mia personale idea
non mi fa mai utilizzare la farina 00, ma quasi sempre
la 0 o anche la 2 ( Ma questo è un
argomento che qui non tratto, diciamo che per i dolci vi lascio alle
vostre abitudini, mentre per il resto consiglio la farina 0).
Con gr.100 di zucchero, gr. 50 di burro, tre uova e un bicchiere di
vino bianco secco, impastiamo il tutto, aggiungendo acqua se ce ne
fosse bisogno, fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo; Facciamolo
riposare unora circa e poi stendiamolo ad uno spessore di circa
mezzo centimetro e con la rotella da raviolo facciamo delle losanghe
(rombi) della grandezza che preferiamo e friggiamoli in olio extra
vergine.
Scoliamolo e facciamolo sgocciolare su carta .
Unaltra forma che si può fare è il nodo , cioè,
dopo aver fatto le strisce fare dei nodi con le stesse.
Li spolverizziamo con zucchero a velo e le serviamo se è possibile
appena cotte.
IL VINO: Rossese di Dolceacqua, un passito
per il dolce; Se trovaste il Rossese passito sarebbe lideale.
Ora un ultimo e, mi auguro, gradito CONSIGLIO:
Mangiate, mangiate, mangiate che tanto le giacche i maglioni larghi
e i cappotti ancora ci vengono in aiuto a nascondere
Un saluto e arrivederci alla prossima
Calogero
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