Bene, innanzi tutto un saluto a tutti, augurandomi
che abbiate trascorso un buon mese.
Anche quest'anno siamo arrivati alle feste natalizie e nella nostra
rubrica ci occupiamo proprio di questo: "il pranzo di Natale",
croce e delizia per ogni massaia o professionista del settore.
Ogni anno con l'idea di fare il Pranzo che rimarrà nella
storia o della nostra famiglia o del locale in cui siamo.
E un mese prima cominciamo a pensare al da farsi
scoviamo ingredienti
che non potremmo trovare neppure a venderci i nostri beni più
preziosi ( per fortuna ).
Poi ci diciamo che i ravioli non possono mancare, l'agnello non
può mancare, il panettone non può mancare e il menù
è fatto.
Io come voi non sono immune da questo.
Ma quest'anno l'ispirazione è venuta da un testo ( a cui
faccio riferimento in fondo, scusandomi con gli autori per l'abuso,
ma son sicuro che capiranno questa mia scelta).
Ecco il menù come l'avrei fatto io.
Unica libertà è stata togliere una ricetta e aggiungere
i ravioli al tocco.
Vi consiglio vivamente la lettura di questo testo eccezionale.
Così spero di essermi fatto perdonare con la pubblicità
che faccio.
Auguro a tutti buon Natale e buone
tutte le feste! Mangiate, mangiate,mangiate che a dimagrire ci pensiamo
da Gennaio
! Calogero
( Esther e Michelangelo Dolcino "Le
Ricette Liguri per tutte le occasioni",Nuova Editrice Genovese,
1990 Genova )
Il menù del mese di
DICEMBRE
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(per 4 persone)
Ravioli Ravieu
Maccheroni in Brodo Natalin in to broddo
Cappone lesso con mostarda Cappon boggio co- a mostarda
Tacchina arrosto con patate Bibbinn-a a rosto cò-e
patatte
Scorzonera fritta Scorzonaea frita
Radici di Chiavari in insalata Radicce boggie
Latte dolce fritto Laete doce frìto
Pandolce Pandoçe
Anicini Anexin
frutta fresca e secca fruta fresca e secca
Canditi Candii
Confetti colorati Confittue de Natale
Cioccolatini Ciccolatin
Torrone Torron
Stracchino Stracchin
Vini
Dolcetto di Altare
Malvasia di Pietra Ligure Moscatello di Taggia
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Sugo di carne
Tocco
500 grammi di "perfi" (sottocollo); una costa di sedano;
una cipolla; un ciuffo di prezzemolo; 3-4 fette di funghi secchi;
500 gr. di midollo di bue; brodo di carne; conserva di pomodoro;
olio extravergine d'oliva; vino bianco secco; sale.
Porre in una casseruola di coccio mezzo bicchiere d'olio, la carne
e le verdure tagliate a piccoli pezzi; salare e far rosolare sino
a quando il "perf" avrà assunto un bel colore bruno.
Versare allora un po' di vino bianco, e quando questo sarà
evaporato unire 2 cucchiai di conserva diluita in un po' dello stesso
vino bianco, i funghi precedentemente ammorbiditi in acqua calda
e un mestolo di brodo pure caldo. Incoperchiare e cuocere a fuoco
lento per almeno 4 ore, avendo cura di rimestare a intervalli per
evitare che aderisca al fondo. Se necessario, aggiungere altro brodo
caldo.
Quando la cottura sarà ultimata, la carne dovrà quasi
disfarsi: per questo sarà possibile passarla al setaccio,
assieme alle verdure e ai funghi. Terminata tale operazione, il
"'tocco" sarà pronto per l'uso.
Ravioli Ravieu
Per la sfoglia: 600 gr. di farina; 2 uova. Per il ripieno: 2
scarole; un mazzo di borragine; 200 gr. di magro di vitello; 100
gr. di poppa; 100 gr. di cerveIla; 50 gr. di animelle; 3-4 fette
di funghi secchi; spezie miste; 3 uova; la mollica di mezzo panino;
parmigiano grattugiato; un pizzico di maggiorana; uno spicchio d'aglio;
una piccola cipolla; olio extravergine d'oliva; vino bianco secco;
sale.
Impastare la farina e le uova con l'acqua necessaria ad ottenere
un composto morbido e omogeneo. Ricoprire con un canovaccio umido
e uno asciutto, e lasciar riposare per almeno un'ora, durante la
quale si preparerà il ripieno.
Pulire le verdure, lavarle e lessarle per 10 minuti in acqua leggermente
salata; quindi scolarle, tritarle finemente e porle in una terrina,
dove via via si aggiungeranno gli altri ingredienti.
Mettere in una casseruola un po' d'olio, la cipolla tagliata a pezzi
e i funghi precedentemente ammollati in acqua calda; unire il magro
di vitello, le animelle, la poppa e rosolare. Quando le carni saranno
leggermente dorate, versarvi un po' di vino bianco: evaporato questo,
salare e terminare la cottura.
Scottare in acqua calda gli schienali e la cervella, privarli della
pellicola che li ricopre e tritarli assieme alle altre carni. Porre
il tutto nella terrina, unire le uova, la maggiorana e l'aglio tritati,
una manciata di parmigiano grattugiato, la mollica bagnata nel latte
e poi strizzata; salare, insaporire con un pizzichino di spezie
miste e amalgamare bene.
Stendere la sfoglia col mattarello: dovrà risultare molto
sottile, tanto da lasciar intravvedere in trasparenza il ripieno.
Disporre su metà della sfoglia il composto a mucchietti poco
più grandi di una nocciola e distanti l'uno dall'altro 3
cm. circa; ricoprire con l'altra metà e premere con le dita
sugli intervalli, in modo che la pasta aderisca bene. Tagliare con
la rotella dentata fra gli spazi attorno al ripieno: si otterranno
dei cuscinetti quadrati con un margine di sfoglia di 1 cm. circa.
Porre i ravioli in abbondante acqua salata bollente. Quando saliranno
alla superficie, scolarli e condirli col "tocco". Cospargere
di parmigiano grattugiato.
Maccheroni in brodo Natalin in to broddo
Un cappone; 500 gr. di manzo magro; una carota; una costa di
sedano; una piccola cipolla; 200 gr. diNatalini (maccheroni lisci,
lunghi circa 20 cm.); 150 gr. di salsiccia; parmigiano grattugiato;
sale.
Spiumare il cappone; togliere le interiora, le zampe, la testa con
il collo, e bruciacchiarlo sulla fiamma. Lavarlo ed eliminare il
più possibile il grasso eccedente.
Porre al fuoco una pentola capace di contenere il cappone stesso
e il pezzo di manzo. Versarvi l'acqua sufficiente, unire le verdure
e - quando alzerà il bollore - il cappone e il manzo.
Lasciar cuocere finché le carni risulteranno tenere; sgocciolare
e deporle su di un piatto da portata. Filtrare quindi il brodo e
rimetterlo in una pentola pulita. Porla sul fuoco e a bollore raggiunto
gettarvi i "natalin" e la salsiccia, ridotta a piccole
palline.
A cottura ultimata servire con parmigiano grattugiato.
Cappone lesso Cappon boggio
Vedi sopra, a "Maccheroni in brodo".
Mostarda Mostarda
500 gr. di fichi bianchi non troppo maturi; 500 gr. di zucca
mantovana soda; 4 pere non troppo mature; 4 mele non troppo mature;
100 gr. di cedro candito: 100 gr. di ciliege sciroppate; 500 gr.
di miele; 1 It. di vino bianco secco; 2 albumi; 75 gr. di senape
bianca in polvere.
Sbucciare le pere e le mele; tagliare le prime a metà e le
seconde a quarti. Mondare la zucca, eliminare i semi e ridurla a
pezzi grandi quanto quelli delle mele. Pulire i fichi con un panno
umido; mettere quindi tutti i frutti a bollire in una pentola con
acqua.
Far cuocere per 10 minuti; scolare e far appassire al sole. Sistemare
poi la frutta in vasi, assieme al cedro tagliato a pezzi e alle
ciliege private dello sciroppo; lasciare 3-4 cm. di vuoto in alto.
Porre al fuoco una pentola col vino e il miele; lasciar addensare,
rimestando sempre. Montare gli albumi a neve e unirli al composto;
aggiungere la senape, sciolta con un po' di vino tiepido.
Versare sulla frutta, non solo ricoprendola interamente, ma superandola
di 2 cm. circa. Chiudere ermeticamente e far riposare per almeno
60 giorni.
Conservare lo sciroppo eventualmente avanzato: se nei vasi il suo
livello dovesse scendere, sarà opportuno aggiungerne.
Scorzonera fritta Scorsonaea frita
2 mazzi di scorzonera; pane grattugiato; 2 uova; olio extravergine
d'oliva; un limone; sale.
Raschiare e lavare la scorzonera; tagliarla prima a metà
nel senso della lunghezza, poi a pezzi lunghi 8 cm. circa. Lessare
in acqua salata, e a cottura ultimata deporre su di un canovaccio
ad asciugare.
Passare i pezzi nell'uovo battuto e quindi nel pane grattugiato.
Friggere in olio caldo, e quando saranno dorati adagiarli su carta
assorbente da cucina. Servire caldi, con quarti di limone.
Tacchina arrosto Bibbinn -a a rosto
Una tacchina; 100 gr. di pancetta; 200 gr. di salsiccia; alloro;
olio extravergine d'oliva; vino bianco secco; sale.
Spennare la tacchina, preferibile per morbidezza al maschio; togliere
le interiora, le zampe, la testa con il collo; bruciacchiarla sulla
fiamma, quindi lavarla con cura. Legarle le cosce in modo che non
abbia a scomporsi, e deporla in un tegame a bordo alto, dove si
sarà versato un po' d'olio. Introdurre all'interno della
tacchina stessa la salsiccia e 1-2 foglie d'alloro; ricoprirne il
petto con alcune fette di pancetta e altre foglie d'alloro. Salare
e infornare.
Arrostire a fuoco moderato, avendo cura di bagnare a intervalli
col fondo di cottura; cominciando a colorire, versarvi un bicchiere
di vino bianco. La cottura sarà ultimata quando la carne
avrà assunto una bella tinta bronzea e non opporrà
alcuna resistenza alla forchetta.
Servire caldo e freddo, dopo aver tolto la pancetta dal petto, le
foglie d'alloro e la salsiccia dall'interno.
Patate arrosto Patatte arrostie
600 gr. di palatine ; olio extravergine d'oliva; sale.
Pelare le patatine, lavarle e porle in una padella di ferro con
un po' d'olio; coprirle e farle cuocere lentamente sul fornello.
Quando la cottura della tacchina sarà quasi ultimata, versare
nel suo tegame le palatine stesse; salarle e farle insaporire sino
alla fine.
Radici di Chiavari in insalata Radicce boggie
500 gr, di radici di Chiavari; aceto di vino bianco; olio extravergine
d'oliva; sale.
È possibile riconoscere le radici di Chiavari perché
terminano a punta e recano molte foglie alla sommità.
Pulire le radici raschiandole accuratamente, e ridurle a tronchetti
di 5 cm. circa; se molto grosse si dovranno pure tagliare in due
parti nel senso della lunghezza, o addirittura in quattro.
Lessarle in acqua salata per circa 20 minuti; quando risulteranno
tenere, scolarle e condirle con sale, aceto e olio.
Servire caldo.
Latte dolce fritto Laete doce frìto
250 gr. di semola di grano duro; 1 It. di latte; 4 uova; 100
gr. di zucchero; pane grattugiato; olio extravergine d'oliva; sale;
zucchero a velo.
Porre al fuoco il latte e quando alzerà il bollore farvi
cadere a pioggia la semola. Continuare la cottura per circa 30 minuti,
rimestando sempre. Ritirare quindi dalla fiamma e amalgamarvi 2
uova e 2 tuorli; versare il composto sulla madia, formando uno strato
di circa 1 cm. d'altezza.
Quando sarà freddo, tagliarlo a losanghe di circa 4 cm. di
lato; passare nell'albume battuto e nel pane grattugiato, infine
friggere in olio caldo.
Servire con zucchero a velo.
Pandolce Pandoçe
Per il lievito: 20 gr. di lievito di birra;
300 gr. di farina. Per il pandolce: 500 gr. di farina: 100 gr. di
burro; 250 gr. di zucchero; 115 di It.fra acqua e acqua di fior
d'arancio; 200 gr. d'uvetta sultanina; 100 gr. di zibibbo; 100 gr.
di pinoli; 100 gr. di cedro candito; 50 gr. di semi di finocchio;
sale.
Porre sulla madia la farina prevista per la prima lievitazione e
versarvi il lievito diluito in mezzo bicchiere d'acqua tiepida;
impastare con cura, aggiungendo se necessario altra acqua. Disporre
l'impasto in una ciotola, ricoprirlo con un panno e tenerlo in luogo
caldo per almeno una notte intera.
Il giorno successivo mettere a bagno in acqua tiepida le due qualità
d'uva e tagliare il cedro a piccoli pezzi. Disporre sulla madia
la farina rimasta e versarvi il burro precedentemente fuso, l'acqua
di fior d'arancio, lo zucchero, un pizzico di sale e la pasta lievitata;
amalgamare il tutto, quindi lavorare con cura. L'insieme dovrà
risultare morbido e omogeneo, perciò si aggiungerà
acqua se necessario.
Scolare e asciugare l'uvetta, porla sulla spianatoia col cedro,
i semi di finocchio e i pinoli; incorporare tutto ciò alla
pasta e lavorare con forza per almeno un quarto d'ora. Tagliare
il ricavato in due parti eguali e porli ciascuna su di una placca
unta di burro, dando la forma caratteristica del pandolce; imbrigliare
tutt'attorno alla base con un tovagliolo ripiegato, in modo che
lievitando non perda la forma stessa; incidere la sommità
con un coltello, ad ottenere il disegno d'un triangolo equilatero;
ricoprire con un canovaccio e tenere al caldo per circa 12 ore.
Terminata la seconda lievitazione, togliere il tovagliolo e porre
in forno a 180°, cuocendolo per circa 1 ora. Il pandolce sarà
pronto quando la crosta avrà un bel colore bruno.
Servire freddo.
Anicini Anexin
5 uova; 300 gr. di zucchero; 400 gr. di farina; 4 albumi; un
pizzico di bicarbonato di sodio (Igr.); gusto d'anice.
Mettere in una terrina le uova e lo zucchero; lavorare con un cucchiaio
di legno, tenendo il recipiente fra le ginocchia, in modo da scaldarlo
leggermente. Quando le uova saranno ben gonfie, unire gli albumi
montati a neve ferma, l'anice e la farina. Versare il composto in
uno stampo rettangolare imburrato, della larghezza di 10-12 cm.
circa; livellare e cuocere in forno a 170°.
Ritirare quando si avrà un bel colore dorato, lasciar raffreddare,
quindi tagliare dei segmenti a forma di mostaccioli, della larghezza
di cm. 2,5 circa. Adagiarli sulla placca e farli biscottare in forno.
Se riposti in una scatola di latta con coperchio, gli anicini si
conservano sufficientemente a lungo.
Vini
Dolcetto di Altare - Ottimo per gli arrosti di carni bianche,
come pure per le verdure ripiene. Di color rosso rubino intenso,
con sapore abboccato, lievemente amarognolo, è da preferirsi
vecchio; l'alcolicità è di 11°-13°; deve servirsi
alla temperatura di 16° C.
Malvasia di Pietra Ligure- È indicato per il pandolce
e il dessert in genere. Di colore giallo dorato, con sapore dolce,
è da preferirsi a medio invecchiamento; l'alcolicità
è di 13°-14°; deve servirsi alla temperatura di 8°-10°C.
Moscatello di Taggia - Adatto per dessert, particolarmente
per intingere biscotti. Di color giallo paglierino, con sapore dolce
e frizzante, è da preferirsi a medio invecchiamento; l'alcolicità
è di 8°-9°; deve servirsi alla temperatura di 12°-14°
C.