Dite i vostri
"perché"!
Scriveteci una domanda sul centro storico di
Genova (o anche sulla città) e la vostra risposta (ricordate: più breve più efficace!).
Scriveteci a
parliamone@centrostoricogenova.com
indicando nel soggetto "perché".
Perche' Renzo Piano ha detto
che ci vorranno 30 anni per la ripresa del centro storico? Dice: tren'anni di degrado, e
trent'anni per la ripresa. Ma dice questo perche' e' giovane. Mia nonna che ha piu' di 90
anni ricorda il degrado di 60 anni fa, quando negli anni '40 arrivava gente che buttava le
cartacce per terra. Se il ragionamento di Piano funziona, per una vera ripresa del centro
storico a livelli civili ci vorranno dunque almeno 60 anni, non trenta. La intervista di
Piano e' apparsa sul Secolo XIX del 29 -3-2000. Scommettiamo: la ripresa sara' nel
2030 o nel 2060?
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Perche' avete ancora
prostituzione nel centro storico? Perche'gli italiani sono bambini
repressi che ne hanno bisogno. Anche nel centro storico di Stockholma vi era prostituzione
300 anni fa! Sarebbe bello che gli abitanti e gli amministratori di Genova visitassero
questo centro storico per avere un esempio. Augurio: che tra trecento anni anche il centro
storico di Genova sia senza prostituzione e sia un buon posto per viverci! Avete gia'
iniziato; non scoraggiatevi!
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Perché le signore (e i giovani
signori) di Albaro sono affascinati dal Centro Storico? Perché deridono quei
razzisti e ipocriti di abitanti che parlano male dell'eccesso di immigrazione e
dell'ecceso di prostituzione?
Qui la risposta è ovvia: perché non ci vivono. Chi
protesta di solito è chi vive le cose da vicino; da lontano, con il cannocchiale posato
sul bel terrazzo fiorito, anche le peggiori situazioni diventamo materie per un bel
romanzo.
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Perché di notte i cani abbandonati
mugolano e insistentemente abbaiano per farsi aprire il portone dal padrone distratto?
Perché i vicini disperati telefonano ai vigili per avere futili risposte di non
competenza? Perché i vigili non sanno che pesci prendere? Quest'ultima riposta è ovvia:
non ci sono pesci da prendere, bensì cani, che scappano facilmente conoscendo i vicoli
meglio di ogni umano.
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Perché la proposta di fare un campus
universitario del centro storico di Genova il è caduta come una pietra in un lago di
fango? Eppure l'esempio della zona intorno alla Facoltà di Architettura sembrava
insegnare una nuova prospettiva sulla città? La risposta è qui facile: il giardino dei
veti incrociati impedirà a Genova di avere un piano di sviluppo unitario. E Genova
continuerà a barcamenarsi tra singoli grandi progetti buttati in mezzo a una marea di
piccoli cabotaggi. D'altre parte non ha rischiato con Colombo, perché rischiare con
progetti addirittura da meno?
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Perché la signora Marilena, che
veniva dalla Valle d'Aosta, passando per i vicoli diceva: ma sono passate le mucche?
Facile: non erano passate le mucche, ma i cani e i loro padroni. Perché i padroni dei
cani che producono abbondanti a vasti monumenti alla digestione funzionante lasciano
queste realtà concrete in bella mostra sui marciapiedi o sulla strada? Questo è un
mistero che non si risolverà mai. Solo una risposta: reprimere il popolo stolto! Ma quale
autorità osa mettersi contro il popolo stolto?
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Perché alcuni locali vengolo chiusi
per rumori molesti, anche se il rumore che fanno è minore di altri? Cherchez la
femme. Si racconta di un locale aperto da alcuni giovani anni fa. I ragazzi avevano una
gran voglia di fare cose nuove, cambiare l'ambiente dei vicoli: al posto dello spaccio di
droga un locale dove riunirsi, bere qualcosa, navigare in internet e passare il tempo. Ma
sono giovani e belli. Peccato. La vicina di casa si innamora di uno dei gestori del
locale. Poi però viene lasciata. Chiamati dalla fidanzata abbandonata arrivano i vigili e
chiudono il locale per eccesso di rumore e sequestrano l'hfi. A rigor di legge, bastano 5
persone che parlano ad alta voce per superare i decibel consentiti. Ma senza locali resta
droga e prostituzione; ed è davvero raro che i vigili chiudano i locali che sono la linfa
del centro storico. Non sarà che la ragazza si é fidanzata con un vigile per fargli fare
le misurazioni acustiche?
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Perché Genova da città di gatti,
come era un tempo, è diventata città di cani? Forse perché oggi i genovesi danno più
importanza a valori come la fedeltà e il legame sociale rispetto a valori come
l'autonomia e l'indipendenza? O perché danno più valore all'aggressività che non
all'astuzia? O preferiscono le cacche grosse lasciate in forte evidenza dai loro fedeli
canidi rispetto alle cacche piccole e impersonali dei gatti? O son rincuorati dal sicuro
abbaiare dei loro fedeli amici mentre restano ormai infastiditi dai miagolii di amore
della razza felina?
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Perché via della Maddalena si
chiama cosi'? Perché i genovesi sono religiosi, e ogni scelta ha sapore
religioso. Anche in previsione del futuro. La zona era ai suoi tempi (ed è ritornata
oggi) una zona dedita al mestiere piu' antico del mondo. Come chiamarla dunque se non con
un riferimento alla prostituta che nel Vangelo fa così bella figura? Solo che allora la
prostituzione era una piccola industria casalinga. Ora una industria multinazionale.
Chissà cosa farebbero oggi alla Maddalena evangelica per uno sgarro contro
l'organizzazione!
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Perché via della Maddalena,
a due passi dalla sede del Comune di Genova, è così degradata? La strada era una delle
più eleganti della città fino agli anni '60, centro di acquisti della Genova Bene. Oggi
è centro di acquisti meno leciti. Proviamo a ragionare: da qualche parte le prostitute,
gli spacciatori e i mafiosi devono pur stare, poveretti anche loro. Se stanno in una zona
centrale sono più facilmente controllabili (se poi mettiamo le prostitute sotto il Comune
abbiamo anche il vantaggio di svago per le pause pranzo, e i comunali non protestano). Poi
nel Centro storico gli abitanti sono pazienti. E chi non lo è può sempre andare ad
abitare altrove. E riempiamo il centro di extracomunitari che non protesteranno di certo.
Abbiamo così una zona di piccola malavita controllata che non darà fastidio più di
tanto. Fino a quando?
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Perché una donna fa la prostituta
per mantenere la figlia agli studi e un'altra fa prostituire la figlia per mettere su
un traffico di buone donne? Perché la prima è amata dai vicini e la seconda disprezzata?
Perché la seconda si arricchisce senza che nulla possa ledere la sua leadership nel
piccolo raket della prostituzione? Queste sono davvero domande la cui risposta giace nel
profondo delle triplici copie della burocrazia ministeriale.
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Perché il Comune spende milioni per un
museo, una piazza e un palazzo? Vi sono diverse risposte, a seconda dei casi.
Prendiamo Palazzo Spinola di Pellicceria: la "mano invisibile" del mercato che
regola lo sviluppo umano secondo Adam Smith fa divenire Piazza Pellicceria la zona
migliore della prostituzione del Centro Storico di Genova. Conclusione unificante: belle
ragazze africane di fronte a bei palazzi genovesi. Era questo l'intento originario dei
progettisti? Difficile dare una risposta a questa domanda.
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Perché Genova ha sterilizzato i
gatti, mentre la Francia ha sviluppato un progetto di sterilizzazione dei
pitt-bull e dei rottweiler? Perché dopo che in Francia si è varata questa legge per la
sterilizzare dei cani da combattimento, questi ultimi divengono sempre più numerosi nella
nostra città? Perché la città un tempo tipica per i numerosi gatti si sta trasformando
in una città tipica per i cani da combattimento? Questo è davvero una domanda a cui
nemmeno il più esperto economista sprebbe dare una risposta.
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Perché Genova è importante per la
cultura? Perché Marco Polo ha scritto "il Milione" nelle prigioni della
Repubblica della nostra benamata città. Trovate un altro prodotto culturale di livello
epocale paragonabile a "Il Milione" di Marco Polo. Ah! l'architettura: il
Beauburg del genovese Piano a Parigi. Ma che c'entra Genova? I genovesi per fare del buono
devono andare fuori (da Colombo in poi). A Genova la cultura la fanno i
"foresti" come Marco Polo. Perché dunque Genova si propone come città della
cultura? Ma é ovvio: perché sa far lavorare gli altri.
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Perché Genova non appare quel
grande centro culturale mondiale che vorrebbe essere, ma che non ha nessuna voglia di
diventare? Ma è ovvio: "Genova" e "cultura" non fanno rima. I
genovesi restano dediti all'unica attività in cui dal '500 eccellono: risparmiare. E la
cultura non fa risparmiare, bensì spendere. E' una attività del tutto superflua. Per
questo un vero genovese non capisce il desiderio di Swift: "toglietemi tutto, ma non
il superfluo!". Una frase del genere è fuori dal suo universo mentale.
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