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ARTE, CULTURA, STORIA, CURIOSITÀ E SHOPPING PERCORRENDO I VICOLI DI GENOVA:
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Astronomia
a cura di Cristiano Tognetti

LUGLIO 2005

La Lira (Lyra)

Sebbene sia una costellazione molto piccola, la Lira è una costellazione facile da trovare e riconoscere: è formata da un gruppo compatto di stelle che raffigurano l'antico strumento musicale ed è dominata dalla luce di Vega, una delle stelle più luminose di tutto il cielo.

Il mito

Per gli antichi Greci l'inventore della lira fu Hermes (Mercurio). Costui era figlio della Pleaide Maia e (tanto per cambiare...) di Giove: si dimostrò subito un bel casinista, tanto è vero che appena nato saltò fuori dalla culla in cui la madre lo aveva riposto, uscì dalla grotta sul Monte Cillene dove viveva e giunto fuori incontrò una tartaruga: la uccise, ne svuotò il guscio e su questo tese sette corde (in onore delle sette Pleiadi) inventando la prima lira...simpatico marmocchio, non è vero?
Quindi, iniziò a caminare e passo dopo passo giunse nella Piera, il luogo dove pascolavano i sacri buoi degli dei: qui decise di rubare cinquanta buoi (che, tra l'altro, erano del dio Apollo), ne sacrificò due agli dei, nascose il resto della mandria e tornò tranquillamente a casa sua, nella grotta sul monte Cillene.
Nel frattempo Apollo aveva cominciato a cercare i suoi buoi e visto che non riusciva a trovarli da nessuna parte, ricorse alla sua arte divinatoria: venne a sapere che il responsabile del furto era Hermes, il figlio di Maia. Giunto sul Monte Cillene, Apollo si lamentò con Maia che suo figlio gli aveva rubato una mandria di buoi e Maia semplicemente gli mostrò il neonato che stava angelicamente dormendo nella culla....
Apollo, esasperato, prese il fanciullo e lo portò sul Monte Olimpo al cospetto di Zeus e degli altri dei: il fanciullo divertì suo padre Zeus cercando di negare tutto (ed inventando spassosissime bugie...), ma alla fine fu costretto ad ammettere le sue colpe ed a portare Apollo nel posto dove aveva nascosto i buoi...
Non appena giunsero nel nascondiglio, Apollo vide che due dei suoi bellissimi buoi erano stati squartati...beh, non la prese tanto bene....il divino Febo fu preso da un'ira incontenibile ed Hermes capì che l'aveva fatta veramente grossa...
...spaventato, il divino marmocchio pensò ad un modo per placare l'ira del dio: tirò fuori la sua lira (e non si capisce ancora adesso dove potesse averla tenuta noscosta...) ed iniziò a suonarla.
Le dolci note di questo strumento musicale fecero svanire l'ira del dio ed egli propose all'infante di barattare l'intera mandria con lo strumento musicale...Hermes accettò ed Apollo divenne anche il dio della musica...
Infine Apollo donò la lira ad Orfeo, figlio del re tracio Eagro e di Calliope, la musa della musica. Le stesse Muse avevano insegnato ad Orfeo la musica ed egli era diventato così bravo che con le sue note ed i suoi canti era in grado di ammansire gli animali selvaggi e di far ondeggiare dal piacere sia le piante che le pietre.
Grazie alla sua musica, Orfeo aveva prima conquistato e poi aveva sposato la bella Euridice.
Un giorno, mentre stava passeggiando in una pianura della Tracia in compagnia della Naiadi, essa fu mortalmente morsa da un serpente velenoso.
Orfeo, distrutto, non potendo sopportare di vivere senza sua moglie, cominciò a suonare musiche così tristi da rattristare ogni essere vivente e da far piangere le montagne e gli dei.
Zeus, commosso, permise ad Orfeo di scendere negli Inferi per convicere il dio Ade a restituire Euridice alla vita. Grazie alla sua musica ed al suo canto, Orfeo ruscì ad incantare Caronte, Cerbero, tutte le creature infernali, la regina Persefone ed addirittura il dio Ade, il quale acconsentì a far ritornare Euridice nel mondo dei vivi....ma pose una condizione: durante il viaggio di ritorno verso la superficie, Orfeo avrebbe dovuto camminare davanti ad Euridice, MA non si sarebbe mai potuto voltare indietro a guardarla finquando non fossero giunti in superficie nel mondo dei vivi, altrimenti ad Euridice non sarebbe stato permesso di ritornare in vita (questo vincolo fu posto perchè Ade non voleva che un mortale scoprisse il segreto della vita...).


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Orfeo promise di rispettare il patto e cominiciò il ritorno verso la superficie...ma ad un certo punto, spinto dalla curiosità, Orfeo non resistette oltre e decise di voltarsi per assicurarsi che Euridice fosse veramente dietro di lui...come egli si girò, Euridice fu immediatamente ritrascinata nel regno dei morti...ed a lui fu impedito di scendere nuovamente negli Inferi.
Orfeo, sconsolato e triste, iniziò a vagare per i boschi della Tracia e qui fu sorpreso da dei briganti che lo uccisero per derubarlo.
Affinchè i posteri si ricordassero per sempre di questo stupendo artista, Zeus decise di porre in cielo la lira di Orfeo ed essa divenne la costellazione di Kitara, ovvero Tartaruga, nome ispirato dalla cassa armonica dello stesso strumento inventato da Hermes.

La costellazione

Come già detto, la Lyra è una costellazione piccola, ma composta da stelle molto luminose: le sue stelle minori formano un ben visibile parallelogramma (orientato in senso Nord-Sud) e Vega è situata proprio sopra a questo parallelogramma.


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alfa Lyrae
Magnitudine 0.03, distante 26 anni luce, è una brillante stella bianco-azzurra.
Si chiama Vega (dall'arabo "Al Nasr al Waqi" che poi fu contratto "Waghi" e poi "Wega") e significa "aquila del deserto". E' la stella più luminosa della costellazione (ed una delle più luminose del cielo) e si trova proprio sopra il corpo della Lira.
I Romani la chiamavano semplicemente "Lyra" e segnava l'inizio del loro autunno quando tramontava nel cielo del mattino. Insieme a Deneb e ad Altair forma il ben noto "triangolo estivo".

beta Lyrae
Distante 1100 anni luce, è una stella tripla composta da una binaria ad eclisse (magnitudine 3.4/4.3) e da una compagna più debole (magnitudine 7.8).
Si chiama Sheliak (nome arabo) e significa "arpa": si trova sul vertice occidentale del lato meridionale del parallelogramma.

gamma Lyrae
Magnitudine 3.2, distante 190 anni luce, è una stella bianco azzurra.
Si chiama Sulafat e significa "la tartaruga" (ovvero l'animale il cui guscio è stato usato da Hermes per costruire proprio la Lira): si trova sul vertice orientale del lato meridionale del parallelogramma.

delta Lyrae
E' una stella doppia ottica, composta da una stella bianco-azzurra di magnitudine 5.6 (distante 880 anni luce) e da una stella gigante rossa di magnitudine 4.5 (distante 720 anni luce).
Si trova sul vertice orientale del lato settentrionale del parallelogramma (sopra Sulafat).

zeta Lyrae
Distante 210 anni luce, è una stella doppia con componenti di magnitudine 4.4 e 5.7.
Si trova sul vertice occidentale del lato settentrionale del parallelogramma (sopra Sheliak).

epsilon Lyrae
Distante 120 anni luce, è una famosissima stella quadrupla.
E' comunemente chiamata "doppia doppia" ed è formata da epsilon 1 (magnitudine 4.7) e da epsilon 2 (magnitudine5.1) che a loro volta sono entrambe doppie.
Si trova proprio ad est di Vega.

Come trovarla

La Lyra è piccola ma moooolto luminosa....ed il fatto di avere entro i suoi confini una delle stelle più luminose del cielo aiuta parecchio.
In una di queste calde serate estive, basta alzare gli occhi al cielo ed individuare direttamente Vega, oppure trovare il Cigno e partendo da Deneb si va in direzione di delta Cygni e si prolunga lo sguardo fino a vedere un faro acceso...ecco Vega!
Subito sotto si può vedere la caratteristica figura del parallelogramma che rappresenta proprio la Lira ed il gioco è presto terminato: avete imparato a trovare un'altra costellazione.


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a cura di R&P Informatica
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